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mercoledì 14 ottobre 2015

Continua la condivisione sui contenuti emersi ad Expo Milano 2015 riguardo il packaging, la sostenibilità e la lotta contro lo spreco alimentare



Dopo il convegno targato Gifasp del 18 settembre in Expo 2015 è continuata la condivisione sui contenuti emersi riguardo il packaging e la sostenibilità. L’imballaggio cartaceo è infatti uno degli attori della lotta contro lo spreco alimentare

Qui di seguito gli approfondimenti emersi nel dopo convegno “Facciamo luce sul ruolo del packaging nella lotta agli sprechi alimentari” (all’interno della campagna “La cultura della protezione e della sostenibilità” Gifasp 4 Expo) : Emilio Albertini, presidente Gifasp e Cosmografica Albertini, ha sottolineato come nel mondo “si sprecano un miliardo e 300 milioni di tonnellate di cibo (dati FAO). Il packaging risolve il problema del trasporto e della conservazione ed è un settore più verde di quello che si immagina” e ha concluso: “cosa sarebbe la nostra quotidianità se improvvisamente togliessimo tutti i packaging, le scatole, i confezionamenti? Che impatto incredibile avrebbe questa nuova situazione nei confronti della conservazione di centinaia di prodotti alimentari?”. Fulvia Lo Duca, Managing  Director  Abar Litofarma, ha tenuto poi a sottolineare come il Gruppo Italiano Fabbricanti Astucci e Scatole Pieghevoli “abbia iniziato a pensare alla campagna per Expo 2015 sin dal 2013, credendoci da subito”.
Eliana Farotto, Responsabile Ricerca & Sviluppo Comieco, ha sottolineato, a proposito del riciclo, quanto “siamo avanti in Italia: l’80% degli imballaggi in carta e cartone sono riciclati. Oggi quindi il packaging è riciclabile, tecnologico, intelligente, attivo e smart. Con l’utilizzo del contenitore, infatti, si allunga la shelf life del prodotto e vi è una maggiore protezione perchè, ad esempio, grazie all’innovazione di frontiera, i conservanti iniziano ad essere contenuti nell’imballaggio piuttosto che nel prodotto”. Anche Marco Sachet, direttore dell'Istituto Italiano Imballaggio, ha sostenuto che “l’imballaggio alimentare rende, anche attraverso la tecnologia, i prodotti alimentari sicuri e fruibili. Lo spreco nasce dall’inizio della catena alimentare, a livello logistico e arriva fino alle nostre cattive abitudini; di contro, ci troviamo di fronte ad imballaggi intelligenti e smart e ad un packaging attivo: oggi investire nel packaging è sempre più in linea con l’attenzione ambientale”. “Molto spesso le accuse di overpackaging sono completamente inopportune, in quanto non si ragiona con serietà sulla filiera totale”, ha invece fatto notare Piero Capodieci del CdA Conai, “perché, oltre a garantire protezione e conservazione, il packaging porta anche efficienza e risparmio (nei tempi e nei costi). E’ inoltre largamente riciclato: nel 2014 sono stati immessi sul mercato 11 milioni di chili di imballaggi, di cui il 65,9% è stato riciclato e nel 77% dei casi vi è stato un recupero totale. L’Italia ha poi largamente superato gli obiettivi di riciclo europei soprattutto nel settore della carta e già da dieci anni. L’imballaggio accompagna i cambiamenti sociali; oggi, ad esempio, le famiglie mononucleari rappresentano un terzo della popolazione e hanno sempre più necessità di monoporzioni”.
Pietro Lironi, Presidente Assografici e Federazione Filiera  Carta e  Grafica, ha evidenziato quanto un packaging di innovazione venga realizzato in una ampia gamma di materiali e come “oggi si chiede più prodotto e meno packaging; il peso di questo si è infatti ridotto del 25%, mentre la quantità di prodotto è rimasta invariata. In futuro, per le nuove generazioni, dovremmo perciò dare più valore alle confezioni ma con minore peso… Oggi si ha inoltre la necessità di un packaging che comunichi  più emozionalmente e che  arrivi a colpire tutti e cinque i nostri sensi”. Marco Ardemagni, conduttore Radio2, poeta e autore, ha sottolineato invece l’importanza della sostenibilità, approfondita anche nella sua trasmissione radiofonica Caterpillar e in particolare “nell’iniziativa, nata nel 2006 dopo l’entrata in vigore del protocollo di Kyoto, ‘M’illumino di meno’, una vera e propria festa del Risparmio Energetico. Vedo inoltre un parallelo tra il packaging che conserva e il Podcast che consente di ascoltare i programmi in differita….”.
Tonino Dominici, Presidente Box Marche, ha puntato invece l’attenzione sulle persone, “che sono artefici del cambiamento e fanno la differenza” affermando inoltre che “la sostenibilità c’è quando si hanno a cuore gli interessi di tutti e ognuno ne trae soddisfazione”, mentre per Adriano Facchini, Direttore Consorzio Agrario di Ferrara, sostenibilità significa “lasciare una cosa nello stato in cui si è trovata… Sebbene oggi sia aumentata la distanza tra chi produce e chi consuma (l’urbanizzazione avanza veloce) e la tipologia degli alimenti assunti sia profondamente cambiata”.
Silvia Leoncini, food blogger e scrittrice, ha invitato la platea a non sprecare in cucina, “pensando prima di comprare, riflettendo su cosa si vuole preparare, con piccoli accorgimenti e attraverso quattro regole, sintetizzabili in Riduci, Razionalizza, Riusa e Ricicla”, unendo infine creatività e tradizione. Importante lancio in concomitanza con il convegno del progetto di protezione e sostenibilità “Save the waste” (dal fagiolo al packaging) presentato da Andrea Pozzo, Sistemi Qualità, Ambiente e Sicurezza LucaPrint Group, che, ha spiegato, “è nato da una collaborazione di filiera a chilometro zero e italiana al 100%. Lucaprint ha infatti contribuito a questo progetto innovativo, etico e sostenibile con la cartiera Favini e l'azienda agroalimentare Pedon : è stato realizzato un imballo in cartoncino con gli scarti della lavorazione dei fagioli”.
Massimo Falcinelli, Account Manager Iggesund, parlando delle foreste svedesi, ha ricordato come “la sostenibilità deve combattere i cambiamenti climatici e una foresta correttamente gestita come quelle svedese è in grado di assorbire anidride carbonica per molti anni; questa, inoltre, normata da più di 100 anni, aumenta perché vengono tagliati meno alberi di quanti ne crescono”. Fabrizio Sansoni, food stylist e chef, ha portato invece l’argomento sul cibo, affermando che “con il packaging tutto è meglio protetto e conservabile; serve infatti per cucinare ma anche per servire e presentare i cibi, grazie ai materiali evoluti di cui oggi è costituito. Si compra meno perché si sfrutta maggiormente il prodotto, c’è meno dispersione e tempi di preparazione inferiori; ad esempio si può utilizzare l’imballaggio sottovuoto per cuocere, anche ad alte temperature…  Tutto questo a vantaggio della creatività, che richiede tempo e applicazione”.
Paola Negrin, Comunicazione Lab#ID LIUC, ha portato l’argomento sulla tecnologia parlando di “sistemi RFID e NFC, che servono ad esempio a tracciare i prodotti nel loro ciclo di vita e sono utili contro lo spreco alimentare, per l’ottimizzazione dei processi e perché la tracciatura è automatica. Le tag lette da questi sistemi sono una pratica ormai consolidata nella logistica, all’interno del magazzino e vengono utilizzate per azioni di marketing sul consumatore” e Paola Favarano, Presidente Comitato Donne AiFOS, ha trattato di comunicazione; ha infatti espresso la necessità di avere un “packaging più narrante e creativo, soprattutto dopo che è stato utilizzato. Il packaging potrebbe infatti diventare un educatore, attraverso l’insegnamento dei suoi utilizzi diversificati e un narratore di storie, in modo da rendere più affascinante l’informazione tecnica”. In chiusura Massimo Caviola, Managing Director Metsä Group, che, parlando di cartiere finlandesi, ha affermato: “il loro obiettivo principale è lasciare il più possibile la natura come è stata creata. Per questo le cartiere finlandesi adottano la certificazione forestale che è un codice etico di rispetto per la flora e la fauna che abitano la foresta”.


http://www.gifasp.com/         

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